Il miracolo del centro medico in Congo

Pubblicato giorno 4 Ottobre 2022 - Diario Missionario, In home page, in primo piano, Iniziative amiche

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PERCHE’ SEMBE’

“Occorre avere dei sogni per riuscire”

Qualcuno armato di buona volontà aveva già tentato di intraprendere una missione di aiuto nel remoto ed inospitale angolo di foresta vergine del Congo Brazzaville settentrionale, ma lo scoraggiamento, al quale seguì il ritiro, fu quasi istantaneo.
Siamo a Sembé, dove senza tregua la morte colpisce nelle capanne di foglie, nel villaggio, negli accampamenti in foresta per prendersi ogni giorno mamme, bambini inesorabilmente soli ed indifesi di fronte alle epidemie ed alle malattie endemiche, alle insidie della foresta, alle conseguenze della malnutrizione e delle carenze igieniche.

Non si sono lasciate scoraggiare le Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore capeggiate dalla veneta suor Rita che nel 1995 si sono accinte ad affrontare, al limite delle possibilità fisiche e materiali, la grande sfida. Tanto da meritarsi dalle consorelle attive nel vicino Camerun, che le suddette lasciavano, il titolo di “les folles à bas”. Un briciolo di pazzia che le ha portate a realizzare quello che è poi stato chiamato da tutti “il miracolo di Sembé”. Con grande entusiasmo, il Gruppo Lavoro Africa di Anita Poncini si è loro affiancato nell’avventurosa impresa.
ll problema della salute in ogni suo aspetto è stato prioritario insieme a quello dell’educazione praticata nel rispetto dei valori originali delle due etnie presenti: i Baka (ovvero i Pigmei) e i Bantu, cioè i Grandi Neri. I primi, presenti nel territorio da oltre ventimila anni, sono oggi sottomessi e disprezzati dai Bantu che da soli 2000 anni circa si sono sistemati ai margini della foresta.

E ora? Dal macete alla motosega, dal tam tam al cellulare… La spietata deforestazione in atto operata in gran parte dalle compagnie cinesi fortunatamente non ha ancora toccato la regione della Sangha, ma pure qui questa si presenta minacciosa. Non sono pochi i nostri Baka che oggi si sono ridotti a mettersi al servizio di questi ultimi per abbattere, armati di motosega, quelle essenze pregiate che per ventimila anni sono tate per loro fonte di vita e che proprio a loro mancheranno.
E intanto le suore francescane, insieme al Gruppo Lavoro Africa, fanno di tutto per aggiustare le loro condizioni secondo la situazione attuale.

Il Centro Medico si impegna a potenziare di giorno in giorno le sue prestazioni, vuoi aumentando l’efficienza del personale, del materiale sanitario e diagnostico subordinatamente alla disponibilità economica che dipende dalla generosità di tanti fedeli benefattori. Fra una delle recenti realizzazioni è da segnalare la banca del sangue, alimentata in gran misura da donatori locali e non da ultimo dal personale.
Sono innumerevoli i bambini che raggiungono il Centro Medico all’ultimo momento e che solo una trasfusione può salvare. Si tratta soprattutto di casi dovuti alla malaria che rendono il tasso di emoglobina vicino allo zero. L’elenco delle patologie gravi potrebbe continuare di molto. Fra di esse si annoverano in modo sensibile pure quelle legate al consumo di acqua insalubre, il che ci spinge a creare sempre ulteriori pozzi conformi nei villaggi.

Per quanto concerne il Covid ringraziamo il Signore: la nostra regione, grazie pure al suo ancor relativo isolamento, ne è stata risparmiata e pure l’ebola da un po’ di tempo è meno minacciosa. Non sono ovviamente mancati parecchi disagi da addebitare alla chiusura delle frontiere con il Camerun dal quale dipendiamo strettamente per vari rifornimenti e contatti con la sede della Vice Provincia.
Con tanta riconoscenza verso i nostri benefattori continuiamo a remare con forza.

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